Geografia fisica

Trapani è posizionata nella parte occidentale della Sicilia, nel promontorio dell'antica Drepanum in latino, dal greco Drèpanon, (Δρέπανον, falce), data la forma della penisola su cui sorge la città. È denominata anche "città tra due mari" in quanto si protende su una stretta lingua di terra, circondata dal mare, che si assottiglia verso la punta estrema di Torre di Ligny. Il territorio comunale è vasto 271 chilometri quadrati, il più esteso in provincia, con una densità di 260 circa abitanti per chilometro quadrato. La città ha un'altitudine media di tre metri sul livello del mare. Il suo territorio comunale è attraversato dal fiume Chinisia. Fanno inoltre parte del territorio di Trapani l'Isola della Colombaia, lo Scoglio Palumbo, l'Isola degli Asinelli e gli scogli Porcelli.

Storia

La mitologia vuole che una falce caduta dalle mani di Cerere oppure di Saturno, quest'ultimo il tradizionale dio patrono della città, si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse poi la città, per tale forma detta appunto Drepanon ("falce" in greco antico). Nell'Eneide, Virgilio racconta che il padre di Enea, Anchise morì a Drepanum e, dopo la fuga da Didone, l'eroe troiano vi ritornò per celebrarvi dei giochi, i ludi novendiali. I fondatori del primo nucleo abitativo di Trapani furono probabilmente gli Elimi, un popolo stanziato in Sicilia occidentale in epoca protostorica e di cui Eryx (Erice) era uno dei centri principali. Il piccolo villaggio di Trapani doveva sorgere su un'isola divisa dall'entroterra paludoso mediante un canale navigabile e rivestiva il ruolo di porto commerciale di Erice. Trapani divenne presto una città-emporio grazie alla sua felice posizione geografica.

L'influenza Cartaginese

Tra IX e VIII secolo a.C. si affermò a Trapani l'influenza punica. Durante le guerre contro i Greci e Siracusa dei secoli successivi, Trapani si fortificò e si mantenne saldamente alleata alla città di Cartagine. Nel 260 a.C. Amilcare giunto in Sicilia, ne rafforzò la cinta muraria, fece costruire il Castello di Terra, la Torre Pali e la Torre Peliade o Colombaia, e vi trasferì parte degli abitanti di Erice. Il generale Aderbale, che vi aveva insediato il comando generale delle forze cartaginesi, sconfisse i Romani nella battaglia di Trapani. Drepano (Trapani), insieme a Lilibeo, fu una delle ultime roccaforti cartaginesi in Sicilia.

Dai romani alla dominazione spagnola

Dopo le brevi parentesi sabauda (1713) e austriaca (1720), dalla seconda metà del Settecento inizia il Regno borbonico con il Regno delle due Sicilie (1738), che continuerà fino al 1860. Nel 1756 fu assegnato a degli scalpellini trapanesi il compito di lavorare gli scaloni della scala regia della Reggia di Caserta. I Borboni procedettero alla bonifica di alcune aree della città e al suo sviluppo urbanistico. In questo periodo i trapanesi si dedicano al commercio e all'industria del sale e alle tonnare. Trapani partecipò attivamente ai moti del 1848-1849, sanguinosamente repressi. Nel 1861 Trapani si pronunciò con il plebiscito per il Regno d'Italia. Dopo la Prima guerra mondiale (durante la quale Trapani ebbe circa 700 caduti[13]), la città visse un periodo di sviluppo: le industrie legate alle saline, alle tonnare, al vino, all'olio fecero di Trapani una città particolarmente dinamica non solo dal punto di vista economico ma anche culturale. Nel 1924 Mussolini, dopo una visita in città, decise di inviare a Trapani il prefetto Cesare Mori che, dopo poco più di un anno, fu trasferito a Palermo con poteri straordinari per la repressione del fenomeno mafioso. La Seconda guerra mondiale vide Trapani impegnata come porto e base sommergibilistica di primaria importanza e, con i locali aeroporti di Milo e di Chinisia, divenne punto di collegamento dei rifornimenti per le truppe dell'Asse in Nord Africa. Fu bombardata dai francesi il 22 giugno 1940, dalla RAF il 10 novembre 1941 e il 31 maggio 1942, e subì 27 bombardamenti degli angloamericani da gennaio a luglio 1943[14], con la conseguente distruzione dell'intero quartiere storico di San Pietro. Le incursioni aeree che devastarono la città la collocarono al nono posto dei capoluoghi di provincia italiani bombardati. Il 22 luglio 1943 le truppe alleate di Patton giunsero nella piazza di Trapani trovando una città stremata.

I monumenti

I monumenti Religiosi

  • Chiesa del collegio dei Gesuiti - complesso comprendente il collegio e il convento, progettato dall'architetto messinese Natale Masuccio, costituisce un esempio di barocco siciliano. Il collegio gesuitico dal XIX sec. è sede del Liceo Ximenes.

  • Basilica-Santuario di Maria Santissima Annunziata, detta "Madonna di Trapani". Chiesa di Sant'Agostino - Edificata nel Trecento, si distingue per il suo rosone e si staglia sulla piccola ma deliziosa piazzetta Saturno, ornata da una fontana trecentesca.

  • Chiesa di Santa Maria del Gesù - Notevole esempio di romanico, ospita una bellissima terracotta smaltata, la "Madonna degli Angeli", di Andrea della Robbia.

  • Chiesa del Purgatorio - Ospita i venti sacri gruppi dei Misteri.

  • Cattedrale di San Lorenzo - La chiesa si distingue per l'originale facciata barocca settecentesca costituita da archi. Al suo interno è possibile ammirare un dipinto raffigurante una Crocifissione attribuita al Van Dyck. Ha la dignità di basilica minore.

  • Chiesa di Maria SS. dell'Itria - Altro notevole esempio di barocco siciliano, questa chiesa è comunemente chiamata Santa Rita perché vi si venerano la santa di Cascia e le reliquie del venerabile Fra Santo di San Domenico.

  • Chiesa di San Pietro - Questa chiesa, che dà il nome al quartiere più antico della città, sorge in un sito in cui probabilmente erano officiati i culti precristiani in onore di Saturno. Il fiore all'occhiello della chiesa è il suo splendido organo, costruito da Francesco La Grassa nel 1842 e composto da quattromila canne. Ha la dignità di basilica minore.

  • Chiesa della Badia Nuova - Nell'elegante via Garibaldi, è una piccola ma preziosissima chiesa barocca.

  • Chiesa di Sant'Alberto - In via Garibaldi, barocca e a unica navata circolare, è oggi chiusa al culto e ospita rassegne di arte contemporanea.

  • Protobasilica di San Niccolò - Sito in via Barone Sieri Pepoli. Ha la dignità di basilica minore.

  • Chiesa di San Domenico - ospita un crocifisso ligneo del 1300 che si vuole sia miracoloso.
  • Architetture civili

  • Casina delle Palme, piccolo edificio in stile liberty con giardino attiguo, nella zona del porto, 1922.

  • Lazzaretto di Trapani, costruito nel XIX secolo.

  • Palazzo Burgio dei Baroni di Xirinda, dimora cinquecentesca in via Garibaldi; sede del Banco di Sicilia dal 1908 dopo un intervento di restauro modulare a opera dell'architetto palermitano Francesco Paolo Palazzotto che ne realizzò la facciata neogotica.

  • Palazzo Nicolò Burgio, via Sette dolori. Presenta tre pregevoli finestre ogivali bifore e una bifora al primo piano, e tracce di un portale in stile chiaramontano. Si tratta delle vestigia della dimora trapanese della famiglia Chiaramonte.

  • Palazzo Cavarretta, dalla sontuosa facciata barocca, è l'antico Palazzo senatorio, oggi sede del consiglio comunale.

  • Palazzo Vultaggio - Stabile (già Barone Domingo), XVII secolo, in via Barone Sieri Pepoli.

  • Palazzo D'Alì, costruito nel 1904, sede del Municipio, in piazza Vittorio Veneto.

  • Palazzo Annibale Fardella, XVIII secolo, via Garibaldi, sede della Soprintendenza dei BBCC.

  • Palazzo Fardella Baroni di Mokarta, in piazza Matteotti, dietro la Cattedrale.

  • Palazzo Alessandro Ferro, in corso Vittorio Emanuele, settecentesco, caratterizzato dall'orologio al centro del prospetto, e da balconi nei cui timpani sono posti medaglioni che raffigurano busti di personaggi illustri della famiglia Ferro.

  • Palazzo Berardo Ferro, in corso Vittorio Emanuele, fatto costruire nel XVIII secolo in stile tardo barocco.

  • Palazzo della Giudecca del XVI secolo, in stile plateresco, nell'antico quartiere ebraico della Giudecca (Jurèca).

  • Palazzo ex Grand Hotel, (poi circolo della Concordia) costruito nel 1885 in Piazza Garibaldi.

  • Palazzo Papè Lombardo, sede del Vescovado, composto da due palazzi del Settecento.

  • Palazzo Lucatelli, dal 1455 fu sede dell'ospedale della Compagnia di S. Antonio che nel 1628 ereditò i beni del patrizio Lazzaro Lucatelli.

  • Palazzo Malato, in stile neoclassico, via Torrearsa.

  • Palazzo Manzo già Pucci, di gusto tardo barocco, fu la casa che diede i natali al ministro Nunzio Nasi.

  • Palazzo Epifanio Marini, neoclassico, Corso Vittorio Emanuele.

  • Palazzo Milo Baroni della Salina (ora Pappalardo), in via Garibaldi, edificato alla fine del Seicento.

  • Palazzo Milo, via Argentieri.

  • Palazzo Nobili, del 1500, rinascimentale, Via San Francesco di Paola.

  • Palazzo Platamone, in viale Regina Margherita.

  • Palazzo delle Poste, in pieno stile liberty, progettato dall'architetto Francesco La Grassa e completato nel 1927.

  • Palazzo Riccio di Morana, palazzo nobiliare settecentesco in stile neoclassico, sede della Presidenza della Provincia di Trapani in via Garibaldi.

  • Palazzo Riccio di S. Gioacchino, tra via Turretta e corso Vittorio Emanuele, si caratterizza per i balconi riccamente decorati.

  • Palazzo Sanseverino dei Principi di Brisignano, in via Libertà, secentesco, nel 1727 venne restaurato dall'architetto Giovanni Biagio Amico. Nel palazzo aveva residenza il viceré di Sicilia nelle sue visite a Trapani.

  • Palazzo Saura, XVIII secolo, via Garibaldi.

  • Palazzo Sieri Pepoli, sito tra via Carreca e via Barone Sieri Pepoli. Nel 1535 vi soggiornò per quasi due settimane l'imperatore Carlo V, di ritorno dalla campagna di Tunisi.

  • Palazzo Staiti, Baroni della Chiusa, XVIII secolo[20], via Garibaldi.

  • Palazzo Todaro, Baroni della Galia, XVII sec, Via San Francesco di Paola.

  • Palazzo della Vicaria, Via San Francesco d'Assisi, costruito ex novo nel 1830 dei gesuiti, fu sede delle carceri dal 1655 fino all'Ottocento, caratterizzato dai quattro telamoni in tufo stuccato della facciata.

  • Porta Botteghelle, fu realizzata nel XIII secolo, e si apre sulla spiaggia delle Mura di Tramontana.

  • Porta Ossuna o Serisso, non più esistente, si trovava sul lato opposto di Porta Botteghelle. La chiave di volta, con relativa iscrizione, è custodita al Museo Pepoli.

  • Porta Oscura - torre dell'orologio, la più antica porta della città, adiacente a Palazzo Cavarretta, esisteva probabilmente già al tempo dei Cartaginesi. Nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche. La torre, del XIII secolo, sostiene un orologio astronomico costruito nel 1596.

  • Villino Nasi, si trova nella zona del porto peschereccio di fronte alla quale vi è l'isolotto su cui è ubicato il Castello della Colombaia.

  • Architetture militari

  • Torre di Ligny (Turrignì), eretta nel 1671 su ordine del viceré don Claudio La Moraldo, principe di Ligny. All'interno oggi vi è il Museo di Preistoria.

  • Castello della Colombaia o Castello di Mare ('a Culummàra) Castello di Terra, fortificazione risalente all'epoca cartaginese, ha rappresentato per secoli il caposaldo difensivo della città. In parte diroccato per costruire la nuova questura. I resti sono ben visibili dal lungomare Dante Alighieri.

  • Bastione dell'Impossibile, cinquecentesco, ubicato nell'angolo sudorientale dell'antica cinta muraria, fu così chiamato per via del terreno fangoso sul quale sembrava impossibile poterlo edificare.

  • Bastione Sant'Anna o dell'Imperiale, cinquecentesco, visibile da Viale delle Sirene.

  • Bastione Conca, cinquecentesco, raggiungibile dalla passeggiata delle Mura di Tramontana.

  • Monumenti e sculture

  • Monumento a Giuseppe Garibaldi, realizzato nel 1890 da Leonardo Croce.

  • Monumento a Vittorio Emanuele II, realizzato nel 1882 dal senese Giovanni Duprè.

  • Fontana del Tritone, realizzata nel 1890, trova collocazione in Piazza Vittorio Emanuele. Al centro della fontana il monumento bronzeo realizzato nel 1951 dal maestro trapanese Domenico Li Muli.

  • Fontana di Saturno, fatta costruire nel 1342 dal Senato di Trapani per celebrare l'inaugurazione dell'acquedotto, è inserita nella omonima piazzetta. Statua della Madonna di Trapani.

  • Statua di Sant'Alberto degli Abati, statua reliquiario in argento, opera dell'argentiere Vincenzo Bonaiuto, custodita nella Basilica-santuario di Maria Santissima Annunziata.

  • Saline

    Sono ancora attive con preziose testimonianze di archeologia industriale. Le saline insistono nell'area della Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco gestita dal WWF e caratterizzata da una flora e da una fauna notevolissime. Grazie alla tutela garantita dalla Riserva, l'attività delle saline e la produzione del sale sono aumentate favorendo al contempo il ritorno e la riproduzione di decine di specie di uccelli migratori, tra cui il fenicottero rosa.